Napoli, un successo di pubblico per la presentazione della tappa partenopea

Grande partecipazione questa mattina a Napoli, nella sala Giunta del Municipio, per la conferenza stampa di presentazione della prima tappa partenopea di “Nonno Ascoltami!”, in programma proprio a Napoli, domenica 29 ottobre, in piazza del Plebiscito (ansa San Carlo).

Un incontro con i giornalisti che si è trasformato in vero e proprio evento, grazie agli interventi illustri dei medici specialisti nel settore uditivo, in rappresentanza di ospedali e università partenopee, che hanno preso la parola ribadendo il proprio sostegno alla campagna nazionale contro i disturbi uditivi.

Ad aprire i lavori della conferenza, è stata l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli, Roberta Gaeta. “Per il Comune di Napoli è fondamentale la collaborazione con l’associazione “Nonno Ascoltami!”. Sulla scia di questa campagna nazionale, infatti, abbiamo attivato anche altri progetti dedicati alla prevenzione e all’informazione. Purtroppo ci facciamo carico dei cittadini solo quando le patologie sono ormai ad uno stato avanzato. I bisogni delle persone invece vanno intercettati e ascoltati prima”.

Spazio poi agli interventi dei responsabili scientifici. Ettore Cassandro, direttore della Clinica otorinolaringoiatrica dell’Università degli studi di Salerno. “Per me è un grande privilegio poter testimoniare l’importanza della manifestazione “Nonno Ascoltami!”. Anche l’Oms ha ribadito la necessità di lavorare per la prevenzione, così come i Lea recentemente hanno introdotto gli screening neonatali. L’iniziativa “Nonno Ascoltami!” dunque è riuscita in una importante operazione sanitaria di prevenzione a trecentosessanta gradi”.

Gli fa eco Claudio D’Amario, oggi commissario per la Sanità in Campania. “Ho prestato molta attenzione alla nascita del progetto “Nonno Ascoltami!” e oggi mi trovo a testimoniarne l’importanza a livello nazionale. Insieme all’ipovisione, infatti, la lotta all’ipoacusia rientra nei progetti europei per garantire l’autosufficienza ai soggetti più a rischio”.

Spero che i miei concittadini sfruttino al meglio questa occasione e che domenica scendano in piazza numerosi per sottoporsi ai test dell’udito” – è intervenuto il professor Carlo Antonio Leone, direttore della Uoc di Otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale Azienda ospedaliera specialistica dei Colli “Monaldi Cotugno”.

“La sordità allontana le persone dalle altre persone e in una società come quella odierna che vive sulla comunicazione, questo può essere molto penalizzante. Oggi ci sono opportunità di recupero uditivi impensabili fino a qualche anno fa e per questo occorre conoscere e affrontare il problema in tempi rapidi ed efficaci”.

Sul tema ipoacusia, occorre coinvolgere e sensibilizzare anche gli operatori e non solo i cittadini – dichiara Nicola Ferrara, direttore della Scuola di specializzazione in geriatria dell’Università “Federico II” di Napoli. “L’ipoacusia infatti, crea una condizione di rischio rispetto al decadimento cerebrale. La disabilità è l’epidemia del terzo millennio, dunque bisogna intervenire sui tasselli di questa condizione: oggi si è allungata l’aspettativa di vita, ma occorre sempre garantirne la qualità”.

Nel 2050 ci saranno più over 65 che over 18, quindi il nostro obiettivo non è solo quello di curare la presbiacusia, ma piuttosto intervenire negli anni in aiuto del soggetto affetto da caduta dell’udito sin dai primi anni del disturbo” – commenta il prof. Umberto Barillari, direttore della Clinica Audiologia e Foniatria dell’Università della Campania “Vanvitelli”. Compito degli specialisti dell’udito non è solo quello di consigliare le protesi, ma di aiutare l’anziano nell’applicazione della stessa, riabilitandolo e fornendo così un servizio di supporto anche al Servizio sanitario nazionale”.

Il prof. Maurizio Iengo, direttore Clinica Otorinolaringoiatrica Università “Federico II” Napoli ha sottolineato come l’iniziativa “Nonno Ascoltami!”, a dispetto del nome, non si dedichi soltanto alla fascia più anziana della popolazione, ma anzi vuole richiamare in piazza tutta la famiglia, in modo che chiunque abbia dei dubbi sul funzionamento del proprio udito, possa beneficiare delle visite gratuite da parte di medici specialisti e poi, in caso di disturbo, eventualmente provvedere a rimediare”.

La parola passa poi a Salvatore Regalbuto, presidente Ana (Associazione nazionale audioprotesisti). “Fare cultura su questo tema è importante, ma soprattutto dare agli ipoacusici un giusto percorso sanitario che ancora manca. Il primo passo è l’incontro con gli specialisti per poi avviare il percorso di rimediazione”.

Se da una parte in questi ultimi anni si è ridotta l’aliquota dell’inquinamento da rumore all’interno delle fabbriche – ha ricordato Gaetano Motta, direttore della Clinica Otorinolaringoiatrica Università della Campania “Vanvitelli” – dall’altra l’aumento dell’età media ha reso urgente il problema della sordità dell’anziano. Ma non solo. Le fasce di sordità più difficili da individuare sono proprio quelle dell’età media, in cui le persone pensano di sentire bene e invece sono già soggette a ipoacusie incipienti”.

CONFERENZA STAMPA NAPOLI

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